“Il Futurismo come Filosofia”

A Lecce martedì 12 maggio 2009 ore 10,00
CONVEGNO SU
“Il Futurismo come Filosofia”

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Raccontato da Pierfranco Bruni

Pierfranco Bruni “La vera filosofia del Futurismo è l’assenza del tempo passato in virtù di un interventismo sul presente mai però disdegnando quel concetto di tradizione che non sta nei comportamenti ma nella rottura degli schemi precostituiti proprio nella temperie del primissimo Novecento a partire dai primi scritti di Giovanni Papini”.

Martedì 12 maggio prossimo nelle sede dell’Accademia delle Belle Arti di Lecce, ore 10,00, Pierfranco Bruni, Studioso di Letteratura delle Contaminazioni ed esperto del Ministero per i Beni e le Attività Culturali svolgerà una Lezione Magistrale, in occasione della pubblicazione del Manifesto Futurista nel primo centenario, sul tema “Le radici filosofiche del Futurismo: da Giovanni Papini a Carlo Belli”.

Saranno presenti docenti, alunni e artisti. E’ previsto, tra l’altro, l’intervento di Pio Rasulo, docente di Estetica all’Università del Salento che porterà il suo contributo sul legame tra estetica e avanguardia. I lavori saranno coordinati dal direttore dell’Accademia. Si tratta di un appuntamento importante perché pone come elemento originale una discussione sulla filosofia del Futurismo o sulla filosofie dei Futurismo sia in Italia che in tutta Europa.

“La filosofia del Futurismo, sottolinea Pierfranco Bruni, non sta soltanto nel progetto estetico o nel progetto antimaterico ma consiste nella visualizzazione di una rottura con la tradizione, che significa rottura di schemi ma altresì recupero di una eredità, che sostanzialmente vive come presente. Uno dei punti di riferimento della filosofia futurista è rintracciabile nel Papini de ‘L’uomo finito’ che prosegue con la discussione metaastrattista di Carlo Belli.

“Per il Futurismo, continua Bruni, il presente non viene dal passato ma si cementifica nella capacità di anticipare il futuro, di prevenirlo e di profetizzarlo. Da questo punto di vista è un movimento, che blocca la sua idea sul concetto di spazio non eludendo però il tempo ma per tempo non si identifica l’insieme dei passati ma è piuttosto quello che costantemente si annuncia. Forse anche per questo non c’è disputa tra la funzione del passato è quella del futuro perché tutto si definisce in quel concetto vivificante che è la psicologia della velocità.

“Il Futurismo, asserisce Pierfranco Bruni, non si misura con le cose ma con le azioni, che vengono prodotte proprio dalla filosofia nella cancellazione del tempo per dimensionarsi nello spazio. È lo spazio, infatti, che diventa attore e da questo punto di vista i comportamenti dei futuristi a volte sono più dei Manifesti stessi perché l’improvvisazione è la “regola” di una teatralità, che si mette in scena ma che si mette anche in discussione”.

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