Convegno[“Da Calabresi nel mondo: un contributo di civiltà” domani 28 Maggio a Roma]

"Da Calabresi nel mondo: un contributo di civiltà": questo il tema del convegno che si terrà domani 28 maggio, a partire dalle ore 15.30, presso l'Aula Paolo VI della Pontificia Università Lateranense di Roma, in Piazza San Giovanni in Laterano 4.

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La manifestazione promossa dall’Associazione Internazionale Calabresi nel Mondo, con il patrocinio della Camera dei Deputati e del Comune di Roma, in collaborazione con l’Ufficio della pastorale universitaria del Vicariato di Roma, il Centro Studi Verbum e il servizio diocesano per il Progetto culturale dell’arcidiocesi di Catanzaro - Squillace.

Il convegno si aprirà con gli interventi di saluto del sen. Mauro Cutrufo, vicesindaco di Roma, dell’on. Franco Narducci, presidente dell'Unaie e vicepresidente commissione affari esteri della Camera dei Deputati e dell’on. Maurizio Lupi, vicepresidente della Camera dei Deputati.

Dopo l’apertura dei lavori da parte di monsignor Lorenzo Leuzzi, direttore dell'Ufficio Pastorale Universitaria-Vicariato di Roma, seguiranno le relazioni di don Michele Fontana, docente di dottrina sociale della Chiesa presso l'Istituto Superiore di Scienze Religiose di Reggio Calabria, su "I valori della cultura calabrese. Rilettura a partire dall’insegnamento paolino"; del dott. Alberto Matano, giornalista TG1 Rai, su "I calabresi nel mondo. Portatori di valori e costruttori di società"; e della prof. Maria Catricalà, docente di Linguistica generale presso l’Università di Roma Tre, su "La Calabria ed il mondo universitario".

Il convegno, afferma Gennaro Maria Amoruso dell’Associazione Internazionale Calabresi nel Mondo e moderatore della manifestazione, oltre a rappresentare un’importante momento di confronto e di incontro tra le diverse esperienze provenienti dal mondo teologico, da quello professionale e da quello universitario, vuol contribuire a far emergere un’immagine positiva della Calabria e dei calabresi, cercando di superare quel semplicistico schema negativo che compare in occasione di tragiche vicende che interessano il territorio calabrese e la sua gente.

I calabresi ovunque sono andati hanno portato con sé i valori tipici della Calabria senso della famiglia, solidarietà, aiuto ai bisognosi, altruismo, sia individualmente, ma soprattutto mediante forme associative che costituitesi con un forte senso d’identità e di appartenenza hanno consentito di raggiungere l’obiettivo di totale inclusione degli emigrati nelle società di arrivo, perché l’emigrazione è scuola di universalità che ti consente di convivere con gli altri senza snaturare i propri valori.

I nostri corregionali dovunque si sono contraddistinti come portatori di civiltà, tutto ciò ha consentito loro un rapido adattamento ed ha permesso alle singole comunità di non isolarsi, anzi ha dato modo di integrarsi positivamente nelle società d’arrivo, consentendo ai singoli di raggiungere posizioni di rilievo e di affermarsi. Questi successi sono stati raggiunti senza mai dimenticare le proprie origini, la propria cultura e le proprie tradizioni.

Si tratta di un primo incontro, aggiunge Amoruso, nell’ambito di un più ampio e vasto progetto che impegna l’Associazione Internazionale Calabresi nel Mondo ed altre organizzazioni culturali, perché oggi l’emigrazione dalla Calabria continua ma è cambiata, c’è in maniera minore quella costituita da “braccia” mentre prevale quella dei “cervelli”. Il convegno si propone di analizzare questo “movimento di persone” e di culture in un contesto di ormai diffusa globalizzazione.

Le conclusioni del convegno saranno affidate a S.E. Monsignor Antonio Ciliberti, Arcivescovo Metropolita di Catanzaro-Squillace.

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