PREFAZIONE DI GIANFRANCO FINI AL SAGGIO “LA CULTURA COME SFIDA” DI PIERFRANCO BRUNI

LA CULTURA COME SFIDA
Dall’ estetica della politica alla politica culturale
Il nuovo saggio di Pierfranco Bruni con Prefazione del Presidente della Camera On. Gianfranco Fini
Gianfranco Fini: “Pierfranco Bruni affronta il tema della crisi della politica con un approccio inconsueto: è una riflessione sul senso dell’agire politico in un’età di passaggio e di travaglio, quando i codici di riferimento risultano labili e provvisori”

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Il libro di Pierfranco Bruni, dal titolo: “L’estetica della politica”, in libreria in questi giorni, si presenta con un’ampia prefazione di Gianfranco Fini

Affronta il rapporto fondamentale tra politica e culture.

Pierfranco Bruni: “Politica e crisi di progettualità sono elementi per un dibattito serio sulla politica culturale. Occorre recuperare il senso della politica in una visione dove le idee stanno alla base di una attenta riflessione sulla vita, sul tempo, sulla storia e sul significato di cultura”.

Cultura e politica. Un confronto a tutto campo che pone come premessa il primato della politica culturale dei Governi. Il saggio di Pierfranco Bruni, prefato da Gianfranco Fini, offre motivazioni per una riflessione sui temi della cultura e delle Idee, partendo da principi di fondo quali l’identità, la storia, il tempo, il Mediterraneo, l’umanesimo della tradizione grazie ad un articolata proposta sul concetto di tradizione e di modernità e di patrimonio storico.

Il titolo, affascinante proprio per la sua attualità, offre già una significativa chiave di lettura: “L’estetica della politica”, edito per conto dell’Editore Pellegrini. La storia del patrimonio delle idee, tra l’altro, attraverso un’analisi dei temi che dominano la cultura del Mediterraneo, è un elemento che offre degli spunti ragionati anche attraverso una precisa proposta bibliografica. Un sottotitolo suggestivo: “La cultura come sfida”.

Cesella così Gianfranco Fini: “Bruni fissa criteri generali e concetti fondamentali. C’è da dire che in questo campo specifico, ha dimostrato notevoli capacità organizzative nel periodo in cui ha ricoperto l’incarico di Assessore alla Cultura della Provincia di Taranto tra il 1995 e il 1999. la politica per Bruni è una categoria fondamentale dell’agire sociale”.

Sempre Gianfranco Fini sottolinea nella Prefazione al libro di Bruni: “Bruni paventa il rischio del suicidio della politica utilizzando le metafore letterarie del deserto e della foresta. Sono metafore tra loro opposte e si impongono per la loro forza evocativa. Il suo concetto dell’identità è culturale e civile. È un nucleo di valori intangibili, prosegue Fini, che contiene l’anima e il senso delle forme politiche ma sul retroterra morale e culturale che alimenta la politica stessa”.

Con tempestiva attualità affronta i temi che si vivono nella nostra temperie. Ci sono riflessioni e meditazioni sul ruolo della politica e sul rapporto tra politica e cultura. L’interrogativo, che si pone nel libro, presenta questa sottolineatura: “la politica nel nostro tempo è ancora attuale?”. Da qui si apre un confronto a tutto tondo con la quotidianità e con il tempo stesso della politica grazie ad una analisi dei fenomeni culturali e storici in un rapporto tra tradizione, modernità e progettualità. C’è un pensiero forte che campeggia in tutto lo studio e che invita a ripensare la politica anche come valore di una realtà estetica.

Pierfranco Bruni non smette di proporre: “Siamo dentro un processo politico che si trova ormai ad un bivio. Due sono le strade, aggiunge Bruni, ma di queste occorre scegliere la strada della vita della politica. Il deserto e la foresta sono in agguato. Se non si ha il coraggio di recuperarsi nella nostalgia della cultura e nella nostalgia delle idee si andrà verso il precipizio. La foresta e il deserto, puntualizza ancora Bruni, sono, in fondo, la metafora del precipizio”.

Sempre Fini, nella Prefazione, aggiunge: “Bruni rinunciando volontariamente al linguaggio analitico dello studioso per privilegiare quello sintetico dello scrittore offre spesso immagini di notevole efficacia: non ci parla della struttura delle idee, ma del loro cuore. E le idee, per diventare linguaggio contagioso, hanno bisogno di sentimenti forti”.

Il saggio si incentra sulla rilettura di alcuni testi filosofici fondamentali. Sulla scia degli intellettuali del pensiero tradizionalista e cristiano, Pierfranco Bruni pone al centro l’uomo con i suoi valori e difende l’azione della cultura cattolica nel tentativo di trasformare la quotidianità in una dimensione dai significati concreti. Ritorna spesso sul concetto del suicidio – omicidio della cultura sostenendo che “il suicidio della politica passa inevitabilmente attraverso l’omicidio della cultura”.

Conclude con queste cesellature: “La speranza del cambiamento è nel viaggio di una politica che sappia guardare al futuro trasformando quelle nostalgie in azioni. La sfida delle idee è nelle azioni che hanno, però, radici profonde”.

Il libro è diviso in tre parti: “La cultura oltre la politica”; “Il Mediterraneo da non dimenticare”; “Politica e orizzonti: Antichi e nuovi percorsi”. Intorno a queste tre percorsi si sviluppa una ricerca che si pone come una seria proposta politico – culturale. Il tracciato riguardante la valorizzazione del patrimonio storico resta un riferimento centrale.

Ed è su questo che si basa la riflessione finale di Gianfranco Fini al libro di Bruni: “Le idee senz’anima, secondo Bruni, rischiano di portare la politica all’isolamento e all’astrattezza. Una delle metafore più forti del libro di Pierfranco Bruni è quella del viaggio, che pare particolarmente adatta in questa fase di identità politiche in cammino. In realtà non si può non condividere il fatto che siamo navigatori ma non naufraghi”.
 

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