Il pd a vazzano

Il circolo del Partito democratico di Vazzano ha votato ieri le mozioni congressuali che vedono candidati da una parte Pierluigi Bersani e dall’altra Dario Franceschini. Gli iscritti vazzanesi si sono espressi all’unanimità sulla figura di Bersani. «Perché porta avanti un’idea di partito radicato nel territorio», ha detto il sindaco Nino Mirenzi, il cui percorso politico si dipana dal partito comunista, «sconfessando quell’idea del partito liquido, tanto cara a Walter Veltroni, che alla fine si è rivelata fallimentare».

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Il delegato selezionato per prendere parte alla votazione congressuale provinciale è Domenico Villì, attuale vicesindaco della giunta comunale. Giovane professore, il suo percorso culturale è politico si dirama dal centro cattolico democratico. Nel suo intervento, dopo aver ringraziato gli iscritti della delega accordatigli, si è detto convinto che «la missione del nuovo partito è proprio quella di far convivere, all’interno di uno spazio comune di opposizione alle politiche di Berlusconi, le diverse anime della società e delle sensibilità politiche italiane».

Nel partito democratico vazzanese sono confluiti soggetti appartenenti sia alla maggioranza attualmente alla guida dell’amministrazione, sia esponenti della minoranza, come Raffaele Tassone, candidato a sindaco in opposizione proprio a Mirenzi, e Caloiero, uno dei consiglieri di minoranza. Prendendo la parola, Tassone si è «augurato che la costituzione del circolo del partito democratico vazzanese apra uno spazio ulteriore di discussione e dibattito, dove le differenze, anche aspre, si possano esprimere civilmente, ma dove si possano trovare anche delle convergenze produttive per i cittadini di Vazzano». Riguardo al partito in generale, Tassone, anch’esso proveniente dalla tradizione comunista, ha spiegato che non c’è da rimpiangere il partito del «centralismo democratico». Tuttavia è necessario, a suo avviso, che il partito «sia in grado di tenere le tante anime e sensibilità che lo compongono attuando alla fine una sintesi che porti il partito ad avere una posizione chiara».

Anche Caloiero, formatosi all’interno della cultura politica socialista, si è augurato che il partito vazzanese riesca a rappresentare un luogo di discussione ulteriore rispetto al consiglio comunale e ha spiegato che nella situazione attuale «è normale che non siano più le ideologie il collante dell’azione politica, ma invece siano i fatti e le attività concrete» che si possono effettivamente mettere in atto.

Alla fine, l’ex sindaco Vincenzo Massa, di tradizione cattolica democratica, ha segnalato che non era «scontato trovare la convergenza sul nome di Domenico Villì e sull’impostazione generale da dare al partito a Vazzano». Secondo Massa, le divisioni maturate durante la scorda campagna elettorale potevano anche perseverare e impedire che si trovasse una convergenza costruttiva per il Paese.

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