San Gennaro, un Santo calabrese

San Gennaro, protettore dalle calamità naturali e Patrono dell'intera Campania, nell’anniversario del martirio si festeggia anche a Caroniti frazione di Joppolo (VV), piccolo centro nelcuore del Monte Poro in Calabria,che vanta i natali e la fanciullezza, ivi trascorsa, del Santo.
San Gennaro
, nacque nell’anno 258 circa da genitori poveri, in un luogo detto Calafàtoni, un antichissimo villaggio di una ventina di case appartenenti a pastori e scomparso alla fine del ‘500 per l’emigrazione degli abitanti a soli tre chilometri dove stava per sorgere l’attuale Caroniti.

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Gennarino, sin da piccolo, “desideroso di apprendere le lettere” un giorno nella sua semplicità, molto devoto e pieno di dedizione “volgendo le spalle agli ulivi della sua terra ed aimaialidicui luiera custode in un luogo chiamato “Pirro”, dove ancora oggi su un grande masso, alle spalle di un’edicola votiva, si possono vedere le sue impronte,
prese a seguire il Maestro, adempiendo la volontà del Signore.

Dopo un cammino spirituale lo ritroviamo Vescovo di Benevento. Ma il 19 settembre del 305, durante la grande persecuzione di Diocleziano, nella cosiddetta “solfatara” di Pozzuoli, subì il martirio assieme a cinque compagni, colpevoli di non aver voluto rinnegare la fede cristiana.
È universalmente famoso il miracolo della liquefazione delle reliquie di sangue di San Gennaro, conservate in ampolle vitree.

L’esistenza storica del Grande Patrono di Napoli, la sua dignità Episcopale, il suo martirio nel nome della fede, la sua sepoltura a Napoli, “sono fuori discussione, come è fuori discussione” che San Gennaro  è Protettore di Caroniti sin dal 30 settembre del 1578 quando l’allora Mons. Antonio Luca Resta, Vescovo di Nicotera, stabilisce: la costruzione di una casa parrocchiale per don Giannetto, cappellano e rettore della chiesa di Calafàtoni che non veniva più frequentata per mancanza di abitanti, eretta nello stesso punto
della casa della nascita del Santo; la consacrazione della Chiesa di Caroniti “a San Gennaro Vescovo e Martire nostro conterraneo”.

Questo e altro ancora lo testimoniano con certezza non solo la tradizione popolare ma anche antichi documenti, che hanno contribuito in maniera determinante, alle accurate indagini, sulla biografia di San Gennaro ad opera di studiosi ed esperti del settore, tra questi: don Bruno Sodaro, Bruno Polimeni, Diego Corso, Gabriele Barrio,
Mons. Luigi Petito, Luigi Sorace, Raffaele Corso, Tommaso Aceti
, che hanno sopito, inoltre, il contrasto fra i caronitesi e i napoletani, finito qualche anno fa sugli schermi di una nota trasmissione televisiva Rai, per disputare il vanto dei natali del Santo.

A causa, vogliamo pensare, della profusione di devozioni e all’affetto quasi geloso con cui i fedeli cercano, invocano questo amato Santo. Il punto di riferimento spirituale, il faro per le anime di Caroniti,  è San Gennaro e la carità del suo gesto, che dopo Napoli è l’unico paese dell’Italia meridionale dove si festeggia il Santo, proclamato nel 1980 da Giovanni Paolo II, il Patrono dell’intera Campania.

Articolo tratto da Il Quotidiano della Calabria - Carmen Putruele

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