Al CMC: Pablo Ortiz Monasterio, L’ULTIMA CITTA’

Il Centro Culturale di Milano in collaborazione con Admira presenta

[GARD]

Pablo Ortiz Monasterio
L’ULTIMA CITTÀ

Esposizione fotografica di 42 stampe originali
a cura di Enrica Viganò
ideata da Camillo Fornasieri

Presentazione del terzo libro omonimo della collana I Quaderni del CMC edito da Admira Edizioni

In occasione del duplice anniversario dei 200 anni dell’Indipendenza messicana e dei 100 anni della Rivoluzione Messicana

30 ottobre 2009 – 20 gennaio 2010
Centro Culturale di Milano, Sala Verri
Via Zebedia, 2 [MM1 Duomo - MM3 Missori]

Inaugurazione giovedì 29 ottobre, ore 18.30
alla presenza del Console Generale del Messico a Milano Alejandra Bologna e con la partecipazione dell’artista Pablo Ortiz Monasterio

Da lunedì a venerdì dalle 10 alle 13 e dalle 15 alle 18, domenica dalle 15 alle 18
sabato giorno di chiusura
ingresso con offerta libera (gratuito per i soci CMC)
info e prenotazioni su www.cmc.milano.it

con il patrocinio e il contributo di:
Parlamento Europeo, Regione Lombardia, Comune di Milano
con la partecipazione di:
Consolato Generale del Messico a Milano
Sponsor:
Ferrovie Nord, Credito Artigiano

In questi ultimi anni il Centro Culturale di Milano e Admira hanno consegnato al pubblico dell’arte e dell’immagine, nello spazio espositivo Sala Verri a Milano, testimonianze artistiche di maestri di grande spessore e fama internazionale con rappresentazioni di storie umane e urbane del mondo. Dopo le mostre di Walter Rosenblum su New York (2007) e di Ugo Zovetti su Milano (2008), si presenta quest’anno il lavoro del maestro messicano Pablo Ortiz Monasterio su Città del Messico. Si completa così la trilogia sul concetto di “città”, raccontato attraverso la vita delle persone che la abitano e attraverso il confronto di tre continenti, ma tenendo sempre la bussola puntata sull’essere umano.

Lo scenario si allarga quindi alla città più estesa e popolata del mondo: Città del Messico. L’ultima città o la prima post città, titolo che disputa con Los Angeles, dove vivono 20 milioni di persone, sopravvissuta al terremoto del 1985, dove si intrecciano e addensano problemi tra sviluppo e arretratezza, sopravvivenza e slancio, povertà e ricchezza, tradizione e modernità. Dove tutte le previsioni sono cadute davanti a una realtà che preannuncia ciò che può essere dappertutto la vita urbana nel prossimo secolo.

Pablo Ortiz Monasterio è figura di valore artistico e culturale internazionale, vincitore del Premio dei Tre Continenti “Oeil d’Or” di Parigi. Ha esposto nei più importanti musei del mondo e finalmente il suo struggente lavoro arriva anche a Milano.

Nelle fotografie, segnate da un magistrale e ricercato bianco e nero, l’artista è il viaggiatore di città del Messico. Le sue opere sono, nel senso migliore della parola, “istantanee”, dove “la città è la sua gente”. Lo comunica raccontandoci la fede e l’ironia delle persone, catturandone le speranze in mezzo alle difficoltà, raccontandoci la convivenza in un modo forte e costruttivo. Come scrive il noto scrittore José Emilio Pacheco, autore dell’introduzione del libro, all’ultima città si potrebbe applicare la definizione che Stendhal diede del romanzo: “uno specchio che passa lungo un cammino”.

L’ultima città ha resistito alla fine annunciata, nuova e antichissima; è una città diversa per ciascuno dei suoi abitanti. Monasterio non ci offre soluzioni, né è il suo compito. La sua missione dà testimonianza all’arte e all’umanità, scrive con la luce e le ombre. Nel momento in cui si fermano ed elevano ad opere d’arte queste fotografie, Pablo Ortiz Monasterio non vuole accumulare immagini del Messico affascinante, “moderno”, plastico, pittoresco o evoluto. Tocca un tema infinito con icone di particolare bellezza e un omaggio alla dignità di tutto l’essere umano.

In questi pochi anni che ci separano dal grande appuntamento dell’EXPO 2015, e in concomitanza con la Conferenza Nazionale dei Paesi Latinoamericani, che avrà luogo a Milano in dicembre, dobbiamo ridarci le ragioni di che cosa vogliamo proporre all’altro, e di come possiamo incontrarlo.

Il Centro Culturale di Milano, partendo dal Messico e dalla vita della sua sterminata capitale, preannuncia così, con la collaborazione del Consolato Messicano a Milano, gli Anniversari del 2010: 200 anni dall’Indipendenza Messicana dalla Spagna e 100 anni dalla Rivoluzione Messicana.

Pablo Ortiz Monasterio, fotografo ed editore nato a Città del Messico nel 1952, è stato caporedattore di Letras Libres e di Luna Córnea (rispettivamente, rivista culturale e rivista fotografica) e fondatore del Centro de la Imagen a Città del Messico. Dal 1978 a oggi ha inoltre diretto altri due importanti progetti editoriali: México Indígena e Río de Luz per il Fondo de Cultura Económica. Come fotografo, ha pubblicato nove libri tra cui Los Pueblos del Viento (1982) e Corazón de Venado (1992). Nel 1996 ha pubblicato, con un testo di José Emilio Pacheco, La última ciudad, volume che ha ricevuto l’Œil d’or del Festival des Trois Continents di Parigi nel 1997 e il Premio del Miglior Libro di Fotografia del Festival de la Primavera Fotográfica di Barcellona nel 1998. Particolare co-produzione italo­messicana, in collaborazione con l’Università di Bologna, è Dolor y Belleza, del 2000, per cui ha illustrato il testo del padre Fernando Ortiz Monasterio sul chirurgo bolognese Gaspare Tagliacozzi (1545/1599), fondatore della moderna rinoplastica. Nel 2001 è stato chiamato a partecipare come curatore invitato nel festival PHotoEspaña. Tiene corsi di fotografia ed editing in tutto il mondo. Ha esposto presso il Museo de Arte Moderno, il Centro de la Imagen e il Palacio de Bellas Artes a Città del Messico, in musei e gallerie negli Stati Uniti, in Brasile, Argentina, Venezuela, Ecuador, Cuba, Spagna, Inghilterra, Francia, Olanda e Portogallo.

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