Buone Feste ai calabresi con l’aumento delle spese!

In vista delle elezioni della prossima primavera, la Regione Calabria sta cercando di accelerare i tempi sulla riforma elettorale. Tra eventuali supplenti, assessori esterni e sottosegretari, che il futuro Governatore avrà il potere di nominare, ci sarà un aumento dei rappresentati del popolo alla regione con conseguente aumento delle spese. Tutto alla faccia della povertà che aumenta in modo vergognoso , delle famiglie che non arrivano alla fine del mese e che sbattono la testa per come sopravvivere, del libro “la Casta” di un noto giornalista, dell’intenzione di diminuire la spesa della politica, dei disoccupati, dei giovani che lasceranno la Calabria, degli studenti e di tutti i calabresi. E infine alla faccia della Calabria stessa che è la regione più povera d’Italia.

Ma facciamo un passo indietro per capire meglio le cose. Oggi, con la legge elettorale votata da tutti all’epoca della scorsa legislatura, abbiamo 50 consiglieri e due assessori esterni. . Prima del 2005 erano 40. Ora, se vogliamo essere ottimisti, con la prossima legislatura ci troveremo almeno con 60 tra consiglieri, assessori, sottosegretari e supplenti. In pratica, in soli sei anni da quaranta super stipendi, ci troveremo con sessanta super stipendi, più 50% a fronte di una popolazione calabrese di circa 2 milioni. Facendo un po’ di conti e tenendo presente che lo stipendio mensile di un consigliere è di sedicimila e cinquecento euro il mese più quattromila di spese di segreteria, con questo tipo di riforma la politica costerà alla popolazione calabrese circa due milioni e cinquecentomila euro in più l’anno, ossia 5 miliardi in più delle vecchie lire, l’anno. In Emilia Romagna, invece, con una popolazione di circa quattromilioni e trecentomila residenti, con una legge già approvata, dal 2010 i consiglieri passeranno da ottantasette a cinquanta, dieci in meno rispetto alla Calabria.

Mi domando: non è questa l’ennesima umiliazione per i calabresi? Non sono questi i motivi per cui la gente e i giovani, in particolare, si allontanano dalle istituzioni? Non sono questi i motivi della mancanza di affidabilità delle istituzioni calabresi? Persino gli appelli del Capo dello Stato G. Napolitano, sulla moralità e sobrietà dei rappresentanti politici e istituzionali, in Calabria cadono nel vuoto. Come si giustifica questo enorme aumento dei costi della macchina regionale di fronte al fatto che la Calabria è sempre la regione più povera non solo d’Italia, ma anche d’Europa?

Se passa questa riforma non ci sono dubbi, ci saranno migliaia e migliaia di candidati alla ricerca di voti per assicurarsi un bel posto di lavoro super remunerato per cinque anni.

Vorrei sapere se ci fosse una riforma che diminuirebbe le remunerazioni di tutti i nostri rappresentanti politici, pari al salario di un operaio o di un impiegato, ci sarebbe la stessa corsa a essere eletti!!! Forse si che avremmo la possibilità di verificare quante persone sarebbero i veri servitori dello Stato e delle Istituzioni per il bene della collettività.

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