Nota dell’esponente regionale on. Antonio Pizzini che interviene sulla vicenda del commissariamento del coordinamento provinciale del partito

“Anche se quello che il PdL della provincia di Cosenza ha ottenuto è un commissariamento del partito, è giunto il momento di mettere immediatamente da parte polemiche e delusioni personali per affrontare, con grande spirito e unità d’intenti, con lucidità e capacità di analisi, i gravi e atavici problemi che la Calabria vive a seguito del malgoverno della Presidenza di Agazio Loiero”. Sulle circostanze che hanno coinvolto il Popolo della Libertà nella provincia di Cosenza, interviene il Consigliere Regionale del PdL, Antonio Pizzini, apripista di quella che poi è stata la vera causa del commissariamento del partito: ovvero le polemiche sorte in molti comuni della provincia di Cosenza per le nomine dei coordinatori locali effettuate da Bartoletti e Caputo.

“Purtroppo, mio malgrado, si è  verificato ciò che temevo: a seguito delle investiture di alcuni soggetti, dimostratisi elementi rissosi e polemici, per niente attaccati ai valori del partito, oltre a non essere riconosciuti dagli stessi rappresentanti del territorio in cui questi dovevano operare, si è reso necessario utilizzare le norme previste dallo Statuto per spianare una situazione che era divenuta ormai insostenibile e fuori controllo. Adesso sono certo che molte delle nomine effettuate motu proprio dai vertici dell’ormai ex coordinamento provinciale del nostro partito saranno ritirate per procedere ad un giusto riconoscimento del lavoro e del merito che va rivolto, senza indugi, a quei tanti esponenti locali di Forza Italia e AN che con grande passione portano avanti ogni giorno le istanze della gente, impegnandosi sul territorio per il bene e lo sviluppo dei posti in cui vivono”. “Il Popolo della Libertà – continua nella nota l’on. Pizzini – non è stato creato per unificare sotto un unico emblema le forze politiche di centrodestra, ma costituisce la vera occasione per un radicale cambiamento del modo di intendere e di fare politica, specialmente a livello locale. Qualcuno lo aveva dimenticato, pensando di servirsene per creare i suoi avamposti di controllo del territorio. Oggi, grazie anche al lavoro di ripristino e riorganizzazione che saprà certamente effettuare l’amico Gianfranco Leone, riusciremo a far ripartire dal basso l’azione politica del PdL, attraverso un vero radicamento sul territorio e con quel indispensabile contatto da tenere con la gente di qualsiasi classe sociale, per ascoltare esigenze e bisogni della società locale e per un coinvolgimento attivo alla partecipazione politica ed amministrativa del territorio. La politica senza partecipazione è solo nudo potere, un governo dei manager che pensa solo agli affari personali e a quello degli amici, un privilegio di elité che tiene fuori dal proprio entourage i bisogni reali della gente di Calabria. Il Popolo delle Libertà, con il suo dinamismo e attraverso la sua classe politica, i tanti militanti sparsi nella provincia di Cosenza, i tantissimi simpatizzanti che credono nel progetto di rinnovamento del Presidente Berlusconi e del futuro Governatore della Regione, Scopelliti, ma anche insieme a tutti quei delusi dalla politica affaristica e radical chic di qualche potentato della sinistra, potrà restituire vitalità e speranza a questa regione, potrà garantire a giovani e meno giovani quello sviluppo e quel benessere che la Calabria non può più attendere”. Alla fine del comunicato stampa, emesso dalla segreteria politica dell’esponente di centrodestra, si legge: “Rivolgo a Gianfranco Leone l’augurio sincero per un’attività serena e proficua. Conoscendone da tempo le doti politiche ed umane sono certo che il suo lavoro sarà pregevole e certosino. Egli, elemento sempre super partes, saprà disegnare all’interno del partito una rinnovata struttura organizzativa, insieme ad una linea politica certamente più autorevole che saprà essere la sintesi delle varie anime di questo grande partito ed il vero baluardo dei cittadini della provincia cosentina contro il malgoverno e il clientelismo di questa sinistra calabrese”.
on. Antonio Pizzini

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