Venditti e la sua memorabile sortita

Dopo la boriosa sortita sulla Calabria e sui Calabresi, con la quale trovò modo di far conoscere meglio la sua indole al mondo intero, Antonello Venditti, cercò di riparare, ritrattando quanto aveva detto durante quel concerto tenuto a Marsala. «Ma perché Dio ha fatto la Calabria?», aveva chiesto - fra le altre cose - «l’autore di Roma capoccia» al pubblico siciliano. Poi, visto il clamore di dimensione planetaria che quel video amatoriale suscitò per mezzo di You Tube, l’«ugola sparlante» chiese scusa senza battere ciglio e le scuse vennero pure accettate, da parte di chi al momento governava la regione.

«Voce dal sen fuggita, poi richiamar non vale», avrebbe detto il Metastasio. Ma noi, addirittura, ce n’eravamo ormai quasi dimenticati, sebbene i Calabresi passino facilmente per coloro che non dimenticano. Ora, a farci tornare inconsapevolmente alla memoria le geniali parole vendittiane è stato quel bravo comico e attore teatrale, anch’egli romano, che risponde al nome di Enrico Brignano. Orbene, di quest’ultimo ci è toccato – oltre che seguire un suo spettacolo teatrale nella Capitale - leggere (piacevolmente) anche un libro intitolato – indovinate come? - «Sono romano ma non è colpa mia». Mentre lo leggevamo, inutile dirlo, il pensiero è spesso volato alle frasi di Venditti. Perché sì, quel titolo e buona parte del contenuto calzano a pennello, proprio col «Capoccione» di Roma capoccia. Un testo, dunque, che avrebbe dovuto scrivere lui e non Brignano, soprattutto dopo le «burinesche» bordate, da lui sparate – senza alcun motivo – sulla Calabria. Dopo aver dato prova di leggere poco e di non conoscere niente di questa Terra gloriosa, non ci è dato più di sapere, con certezza, se il «colto» Antonello ami o meno la lettura dei libri. Tuttavia, di questo volume scritto da Brignano, gli consigliamo sinceramente, se proprio non ce la facesse a leggerlo, almeno di sfogliarlo. Imparerà, di certo, qualcosa!
Vincenzo Pitaro

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