Gagliato, nuove proteste su vecchi tributi

Il Comune pretende il pagamento della tassa sulla depurazione dichiarata illegittima

Davvero incredibile! A un pasticcio di vecchia data (quello relativo alle «bollette pazze» sull’acqua potabile che anni addietro suscitò non poco clamore) se n’è aggiunto in questi giorni un altro, ancora più paradossale.
Il Comune di Gagliato, nel tentativo di riscuotere delle somme arretrate relative al consumo idrico - quote che risalgono al periodo che va dal 1999 al 2002 - ha invitato, tramite lettera-raccomandata, molti cittadini al pagamento persino della tariffa sullo smaltimento delle acque reflue per quanto riguarda il biennio 1999/2000.
Ciò nonostante la Corte Costituzionale, con sentenza n. 335 dell’11 ottobre 2008, abbia dichiarato illegittima dal punto di vista costituzionale la legge n. 36 del 1994 che prevedeva tale addebito sulla bolletta anche nei comuni sprovvisti di impianti di depurazione o in caso di temporanea inattività degli stessi.
A confermare il principio espresso dal Supremo Organo collegiale, sono venute fuori successivamente altre due sentenze: una della Cassazione e l’altra del Consiglio di Stato. 

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Tutt’e tre hanno sostenuto «la dichiarazione di illegittimità» che «retroagisce all’anno in cui è stata applicata la tassa sulla depurazione».
Di quest’ultimo particolare molto importante, però, a quanto pare, il Comune di Gagliato non ha voluto tenere conto. Cosicché ha deciso di riscuotere gli arretrati a modo suo, lasciando inalterato l’importo sulla depurazione per quanto riguarda il biennio 1999/2000 e sgravandolo solo per i successivi due anni, cioè per il 2001/2002.
«Perché tutto questo? Si è trattato di un errore o di cos’altro?», si sono subito chiesti molti cittadini. A sentire cosa dicono in municipio, la tariffa sull’acqua reflua relativa al biennio 1999/2000 «figura nell’importo da pagare» in quanto «le sentenze di illegittimità sarebbero successivamente».
Basterebbero soltanto queste poche parole per avere un quadro ben preciso delle condizioni in cui si trova ad operare il Comune di Gagliato anche in fase di riscossione dei tributi. La gente, intanto, alla luce di questa confusa situazione, è a dir poco indignata. «Non si capisce», dice, «per quale motivo il Comune non ha sentito il dovere di annullare completamente la tassa sulla depurazione, prendendo atto della chiara ed inequivocabile retroattività delle sentenze che la dichiarano illegittima». «Il sindaco Francesco Fodaro, da par suo», aggiungono ancora i cittadini, «proprio qualche mese addietro aveva sostenuto di essere disposto ad attuare una sorta di “sanatoria” che avrebbe dovuto porre un definitivo rimedio all’ultradecennnale vicenda. A parole, però, ogni volta tutto va bene. Poi, nei fatti, le cose vanno per il verso opposto. Alla faccia della “sanatoria”! Quando si tratta di incassare denaro e di tartassare il cittadino, gli errori sembrano intenzionati a susseguirsi spesso e volentieri».
Stanchi di questa situazione, i cittadini di Gagliato, stavolta, hanno deciso di rivolgersi anche ad alcuni Comitati che operano in difesa dei diritti dei consumatori e degli utenti, i quali intendono «vedere chiaro sulla vicenda e stabilire se nelle richieste di pagamento inviate ai cittadini, in barba alla retroattività delle sentenze emesse dagli Organi competenti, si possano ravvisare gli estremi di reato per investire la magistratura».
v.p.
 

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