il 25 marzo 2010 RACHELE AMMENDOLA per CITTA’ DEL SOLE EDIZIONI al TEATRO DELLO STRETTO

 Le nuove forme del teatro, oggi
In occasione della Giornata Mondiale del Teatro
incontro-dibattito tra gli attori e le compagnie reggine
al Teatro dello Stretto giovedì 25 marzo alle ore 18.00
e
Presentazione della raccolta di testi teatrali
Il teatro dell’identità di Ninello Nerpa
edito da Città del Sole Edizioni

[GARD]

«Fino a quando ci sarà un filo d’erba sulla terra, ce ne sarà uno finto sul palcoscenico». Erano le parole del grande Eduardo De Filippo, che rivendicava così l’immortalità del teatro.
Ma quali sono le nuove forme del teatro, oggi? In quali direzioni si muove la ricerca teatrale e come si colloca nel panorama nazionale la produzione reggina e calabrese contemporanea?
Questi sono gli interrogativi cui si tenterà di rispondere durante l’incontro, aperto al pubblico, organizzato da Città del Sole Edizioni e RTV nel Teatro dello Stretto di Campo Calabro giovedì 25 marzo alle ore 18.00.
La discussione prenderà spunto dalla presentazione della raccolta di commedie dal titolo Il teatro dell’identità pubblicata dalla Città del Sole Edizioni (pp. 290 € 12,00). I testi, presentati per la prima volta al pubblico dagli attori reggini Maria Milasi, Gaetano Tramontana, Salvatore Neri e Rachele Ammendola *, che si esibiranno in brevi performance, sono di un autore reggino che ha scelto di proporsi con uno pseudonimo, Ninello Nerpa, sotto cui si cela un noto intellettuale della città.
Alcune delle commedie sono state scritte negli anni ’70 e sono espressione di una vitalità teatrale che in quel periodo a Reggio e Messina era molto intensa, con interessanti esempi di ricerca e sperimentazione che si sono successivamente perduti; salvo poi in questi ultimi anni assistere a una vera e propria rinascita che vede protagonisti giovani attori e compagnie reggine che si muovono nella scena calabrese e nazionale con risultati molto soddisfacenti. Un panorama frammentario, ma estremamente vitale, che merita una grande attenzione.
In occasione della giornata mondiale del Teatro, che si celebra per la prima volta in Italia proprio sabato 27 marzo, i due editori reggini, Franco Arcidiaco ed Eduardo Lamberti Castronuovo, hanno voluto aprire un dibattito, prendendo spunto dalla pubblicazione della raccolta, fino ad ora inedita, di Nerpa. Ospiti dell’incontro saranno alcuni dei rappresentanti del nuovo teatro cittadino: oltre ai già citati Maria Milasi, di Officine Joniche delle Arti, Gaetano Tramontana, di SpazioTeatro, Salvatore Neri e Rachele Ammendola, interverranno anche Nino Racco, Massimo Barilla, Cinzia Messina, Christian Parisi, Valentina De Grazia, Paolo Vilasi, Paolo Mangiola, Enzo De’ Liguoro, Basilio Musolino.
L’annoso problema degli spazi per la fruizione teatrale, le nuove produzioni che stentano a trovare l’adeguata distribuzione, il rapporto con le istituzioni e la possibile collaborazione tra le varie compagnie, associazioni, circoli per offrire adeguate programmazioni ad un pubblico che ha “fame” di cultura e di novità, saranno gli argomenti trattati nella discussione che si profila ricca di spunti e riflessioni. Ma soprattutto ad essere indagato sarà il significato del teatro oggi, nell’era della televisione, di internet, dei reality show: qual è il suo ruolo oggi? È svago, divertimento, riflessione, coscienza della società? O come afferma Dario Fo «Il teatro del XXI secolo non potrà che essere un teatro delle identità… Identità perdute, identità inventate. Siamo tutti naufraghi e clandestini in un mondo inospitale». Così come ha intuito il nostro Ninello Nerpa, il cui “teatro dell’identità”, secondo l’autore della prefazione Paolo Jedlowski, «è teatro delle possibilità, ma è anche un teatro delle responsabilità».


Rachele Ammendola e Carmelo Coglitore presenteranno una sorta di “monologo a due voci” (quella recitante e quella del sax)che propone  frammenti tratti da “Sul sofà c’è un maharaja” pièce dall’ironia  tagliente che affronta il tema della disoccupazione dipingendo il  grottesco sottobosco del mondo del lavoro e coloro che oggi verrebbero  definiti bamboccioni, giovani frustrati dalla mancanza di realizzazione  professionale e personale ma anche rassegnati, forse troppo facilmente,  a questo destino di ignavia nel quale a tratti paiono crogiolarsi tra  televisione, internet e play station.

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