“CABAREGGAE” ALL’OPEN SPACE DI ISCA SULLO IONIO SABATO 3 APRILE 2010

[GARD]

E' arrivato il momento della “prima”, per il 2010, del connubio Marvanza Reggae Sound e Gianni Cinelli, un'unione originale che l'estate scorsa ha dato vita ad un percorso con il quale è nato un nuovo genere di spettacolo denominato “Cabareggae”: un momento artistico in cui la musica reggae si unisce al cabaret e che ha suscitato l'interesse del pubblico, al punto tale da essere richiestissimo non solo in Calabria, dov'è nato, ma in tutta Italia. Il Cabareggae, dunque, farà il suo esordio nel nuovo anno andando in scena sabato 3 aprile, all'Open Space di Isca sullo Ionio, dalle ore 23.00 in poi. 
Un evento finora senza precedenti, durante il quale il comico lombardo veste i panni di “Ganjaman”, lo “zio omeopata” giamaicano che ama la musica reggae e che considera Bob Marley il ministro mondiale della salute, colorato dal reggae dei Marvanza, pacifista e divertente, sociale e leggero allo stesso tempo, in cui il dialetto calabrese si adatta alla metrica del free-style tra tocchi di sassofono, ritmiche che cullano o invitano il pubblico a scatenarsi, riscaldando le platee.

 Ad avvicinare questi artisti provenienti da due mondi diversi, la musica e il teatro, è stato proprio l'amore per quelle sonorità dai colori caldi e figlie dell'estro artistico inimitabile di Bob Marley, attraverso le quali Ivan e Marco Lentini, Mafalda Gara e Claudio Chiera, il nocciolo dei Marvanza, raccontano la vita quotidiana, mescolando l’ironia tipica del loro modo d’essere alla rabbia per le ingiustizie che ogni giorno affliggono la società. Un po' come le battute dello stesso Cinelli, che mescolano nella risata la consapevolezza di un mondo che a volte sembra girare al contrario. Un freestyle diretto e pungente, dunque, stemperato dall'ironia originale di “Ganjaman”, che è capace di far sobbalzare chi dalle parole si sente colpito e aiuta chi, invece, ogni giorno osserva disarmato i “padroni” della nostra società a sdrammatizzare e a riderci un po' su. Il risultato è un insieme di note e parole esplosive, semplici ma al tempo stesso cariche di energia, capaci di trasmettere al pubblico di ogni età il loro appello fatto di denuncia sociale e spirito di cambiamento.
Lo show si snocciola, dunque, alternando le calde sonorità di strumenti e voci agli interventi del comico, che apre lo show facendo il “punto della situazione” a modo suo e presentando i suoi compagni di viaggio, che ogni tanto interrompe per chiarire la sua idea del mondo e per punzecchiare un po' il pubblico, che invita costantemente a prendere parte allo spettacolo e a comprendere fino in fondo “il Marvanza pensiero”. Il loro è una specie di dialogo che culmina nell'incorporazione di Cinelli nella “macchina giamaicana” dei Marvanza Reggae Sound, diventando parte del loro strepitoso viaggio allo scopo di oltrepassare le frontiere, non ancora abbattute, della società, quelle musicali, concettuali e mentali che spesso ostacolano gli uomini alla ricerca della verità. 
Uno spettacolo che unisce, inoltre, due capi dell'Italia, dalla Lombardia al profondo sud reggino, ricucendo un paese in cui la divisione tende ad essere dominante e in cui le differenze sociali tra settentrione e meridione appaiono incolmabili. Un modo, dunque, per ricostruire il paese, attraverso due modi di fare show che, fusi in un unico spettacolo, ci ricordano che siamo tutti figli della stessa terra e “vittime” degli stessi problemi, risolvibili solo attraverso l'unione. In un periodo in cui si parla tanto di integrazione con lo straniero e ci si dimentica la divisione interna al nostro stesso paese, i Marvanza Reggae Sound e Gianni Cinelli stringono un patto di solidarietà che crea un ponte tra Nord e Sud, colmando quella distanza che molti, a volte anche tra gli artisti, hanno contribuito a creare. 

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