CHIUDE IL CENTRO ANTIVIOLENZA “ROBERTA LANZINO”: SOLIDARIETA’ DELL’MCL

Il Movimento Cristiano Lavoratori di Catanzaro, consapevolmente preoccupato, è solidale con il Centro antiviolenza “Roberta Lanzino” di Cosenza, e auspica che lo stesso possa proseguire la sua attività di protezione delle donne in difficoltà. Ad affermarlo, in una nota, la dirigente MCL per le pari opportunità, Anna Rotundo (in foto, con il presidente MCL emerito Cesare Mulè).

 Il Centro in questione è una delle strutture più importanti impegnate nel contrasto alla violenza sulle donne, nella memoria di Roberta Lanzino, la studentessa cosentina violentata e uccisa nel luglio 1988 mentre si apprestava con il suo motorino a recarsi a Falconara Albanese, sul Tirreno cosentino. Un centro che ha ospitato, protetto, aiutato concretamente centinaia di donne in difficoltà: donne in difficoltà, in quanto vittime di violenze fisiche e morali, abusi, lesione di diritti personali . Al centro chiamavano anche assistenti sociali e psicologhe dei consultori della provincia di Cosenza, di Catanzaro, di Crotone . Un posto sicuro per donne che subivano violenza e avevano bisogno di allontanarsi immediatamente con i loro figli minori. Ora, per mancanza di fondi, il centro chiude e le donne che vi si rivolgono saranno dirottate verso centri di accoglienza fuori della Calabria che hanno qualche disponibilità, pur nella consapevolezza di come sarà difficile per queste donne spostarsi dal loro ambiente e dai loro legami. I pochi istituti religiosi della nostra regione che hanno la possibilità di ospitare donne con minori hanno sempre poca disponibilità e non riescono a gestire l'emergenza. Del resto le istituzioni regionali, provinciali e comunali ben conoscevano le difficoltà economiche del Centro e non sono riuscite, o non hanno voluto, sostenerlo. E’ vero che la cultura del rifiuto della violenza e della denuncia dei soprusi comincia, seppur con difficoltà e lentezza, a farsi spazio tra le donne di Calabria; ma è un problema ancora fortemente sommerso, sebbene riconosciuto dalla comunità internazionale come violenza di genere e violazione fondamentale dei diritti umani. Il rischio che intravediamo è quello dell’inerzia delle istituzioni che, poco attente e vigili, non si adoperano per sostenere e valorizzare quei luoghi, quelle strutture di accoglienza, dove le donne possono rifugiarsi in sicurezza, per riprendere in mano la propria vita. Chiediamo alle istituzioni di manifestare reale interesse per affrontare e cercare di porre rimedio ai gravi problemi sociali connessi con la violenza alle donne. Il Centro contro la violenza alle donne Roberta Lanzino continua ad offrire la sua prima accoglienza in sede e le sue consulenze legali, psicologiche, ginecologiche, la sua attività formativa per le scuole e per gli operatori dei servizi; almeno fino ad esaurimento fondi. Di certo non si potrà più ospitare le donne in grave pericolo nella Casa Rifugio. E non è poco…

Nessun commento ancora

Lascia un commento