Libro: Miti, misteri e leggende di Reggio Calabria e dintorni di Marina Crisafi

Miti, misteri e leggende di Reggio Calabria e dintorni pubblicato da Laruffa
Editore Chi erano i Fudditti? Dove si trovano le Caldaie del Latte? E la dimora della fata Morgana? Qual è la vera storia di Scilla e Cariddi? Chi era la dama reggina che conquistò il cuore del famigerato Barbarossa? Marina Crisafi ci conduce in un viaggio indietro nel tempo alla scoperta di una Reggio Calabria inedita, col suo carico di leggende, miti e misteri sopravvissuti a oltre duemilasettecento anni di storia.

Recensione Calabria Ora
Le leggende: “aromi e fiori della storia”, indistruttibili, sosteneva Corrado  Alvaro. Fonti perenni di conoscenza e infinite fascinazioni presso tutti i  popoli della terra.  

Reggio Calabria ha tessuto il suo percorso millenario di storie commoventi,  intriganti, terrificanti o sagge, capaci di catturare ancora, attraverso i  secoli, chi le ascolta. Marina Crisafi, dopo un’accurata ricerca, ha deciso di  farne un libro, “Febea - Miti, misteri e leggende di Reggio Calabria e  dintorni”, la sua prima opera narrativa, atto d’amore verso la città e prezioso  documento culturale.

“Febea”, per i tipi di Laruffa Editore, è un viaggio nell’immaginario  popolare, in quel misto di fantasia e realtà che, per numerose generazioni, ha  costituito l’humus socio-culturale del territorio. Un passato non scritto, come  sottolinea la Crisafi, ma tramandato spesso in forma orale e ora qui raccolto in racconti per un ideale ritorno alle radici. La fata Morgana, i “fudditti”, Colapesce, Scilla e Cariddi, le Caldaie del Latte, tasselli di una Reggio Calabria vista attraverso il mito: dal periodo magno-greco a quello romano, dall’età medievale alla dominazione spagnola. Luoghi dalla bellezza selvaggia e ammaliante fanno da scenario per eroi, cavalieri, popolani e pure streghe, fate e fantasmi.

Il mare dello Stretto, le pietre, gli immensi dolmen disseminati sul territorio, e la montagna aspra e sconfinata, incorniciano il passaggio di santi, diavoli, briganti, pirati, racchiudendo, come in uno scrigno, momenti gloriosi della storia reggina che vengono narrati dalla voce calda e diretta degli stessi protagonisti facendo respirare al lettore le atmosfere magiche del tempo, affascinandolo, avvincendolo.

La narrazione si apre con il mito della fondazione, vaticinato dall’oracolo di Delfi, e si conclude con la leggenda dei cavalieri spagnoli che diedero origine alle mafie, cui l’autrice fa seguire un buon auspicio: «che un giorno anche la ‘ndrangheta diventi una leggenda che le nuove generazioni potranno raccontare affermando “c’era una volta e oggi non c’è più”».


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