MACEF edizione numero 90: le eccellenze calabresi e l’importanza di esserci.

Si è appena conclusa l’edizione numero 90 del Salone Internazionale della Casa di Milano. Una crescita di visitatori del 5%, 1.985 espositori ripartiti su 105.000 mq di esposizione, sono numeri che riconfermano il Macef come palcoscenico di privilegio per gli scambi commerciali e la visibilità delle aziende e delle loro creazioni. Un appuntamento cui la Regione Calabria, le Camere di Commercio e il Co.Se.R. non hanno voluto mancare, coscienti delle eccellenze che le nostre imprese artigiane sono in grado di esprimere. 

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Uno sforzo, quello delle istituzioni, che è stato ripagato in pieno dai numerosi contatti registrati dai nostri artigiani e dalla soddisfazione manifestata al loro rientro: “abbiamo dimostrato la nostra grande professionalità - ha affermato Mazzei, tessitore di Tiriolo - sia come singoli artigiani che come Regione Calabria, con un livello organizzativo di notevole impatto”. “ Abbiamo ricevuto numerosi contatti - gli fa eco La Cava - e abbiamo visto anche un aumento del flusso di visitatori rispetto alla scorsa edizione”. Una crescita dell’intera Fiera rispetto all’appuntamento di settembre, ma anche della “squadra calabrese” che a Gennaio si è arricchita di 4 elementi, arrivando a 29 aziende partecipanti.
Tra le new-entry di Gennaio l’orafo Belvedere di Tropea che in verità è più una “vecchia gloria” visto che vi aveva preso parte già nel 1998: “E’ un’esperienza che ci tango assolutamente a ripetere - ha detto Tommaso - sia per motivi commerciali ma anche di arricchimento personale, è uno scambio importante”.
L’importanza di “esserci” ad una manifestazione come il Macef è sottolineato dall’azienda Benincasa “Per una impresa come la nostra, che si trova in cassa integrazione,- afferma il titolare - partecipare ha significato la conferma di numerose commesse, che altrimenti probabilmente non avremmo avuto. E’ una questione di continuità.” Sulla stessa lunghezza d’onda la testimonianza di Giuseppe Ferraro, storico interprete della ceramica di Seminara “è l’unico modo che abbiamo per farci conoscere”. D'altronde se la visibilità è necessaria per tutte le realtà aziendali, per quelle calabresi che soffrono di una certa marginalità territoriale risulta vitale. Un feedback decisamente positivo dunque, al quale si aggiunge la convinzione che siamo sulla giusta rotta per sostituire all’immagine stereotipata della Calabria quella reale di una regione volenterosa, capace ed entusiasta, come si evince dalle parole dell’orafa Milena Trapasso che in una lettera di ringraziamento agli organizzatori rimarca la convinzione che “iniziative di questo tipo devono essere portate avanti per far conoscere le capacità dei calabresi di dissipare i luoghi comuni che ci penalizzano, dimostrando di possedere le doti giuste per emergere in ogni settore”.

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