I Sindaci della Locride avevano ragione: gli enti pubblici calabresi hanno diritto alla quota Iva

Programma di Sviluppo Rurale della Calabria
Il Sindaco Brizzi: «Risultato importante per consentire la ripresa dei lavori e ridare fiato alle casse dei piccoli comuni»

A tre mesi dalla spinosa questione sollevata dai sindaci della Locride, in testa il sindaco di S. Ilario dello Ionio Pasquale Brizzi, il Dipartimento Agricoltura della Regione Calabria, con nota n. 158 del 17 giugno 2011, riconosce la quota Iva a tutti gli enti pubblici calabresi risolvendo, finalmente, un problema molto grave per i destinatari di finanziamenti sul Programma di Sviluppo Rurale della Calabria.

Il mancato riconoscimento dell’Iva - oltre al contributo assentito – avrebbe messo di fatto in seria difficoltà tutti i comuni calabresi, non consentendo agli stessi di utilizzare le risorse.
«Siamo orgogliosi perché, come sindaci della Locride, siamo stati i primi in Calabria a porre sul tavolo tale problema e lo abbiamo fatto con una lettera argomentata, indirizzata al Presidente della Regione Scopelliti, purtroppo rimasta allora inascoltata - dichiara Pasquale Brizzi –. Si trattava di un’iniqua manovra nei confronti dei comuni destinatari di contributi per interventi di infrastrutturazione rurale sul territorio. Privarli del fondo Iva, di fatto, significava ridurre le già esigue risorse assegnate attraverso fondi comunitari».
Era stata proprio la regione Calabria, con delibera n. 696 del 29 ottobre 2010, a costituire l’apposito “fondo Iva”, alimentato da risorse rinvenienti da economie realizzatesi nelle more, grazie al quale si consentiva agli enti destinatari dei suddetti contributi di poter far fronte al pagamento dell’Iva, non concessa invece dal contributo comunitario. Salvo poi esprimere un incredibile dietrofront che i sindaci ritennero inspiegabile e ingiustificabile.
«I comuni avevano già da tempo predisposto i progetti di intervento sui rispettivi territori, proprio in base a quella delibera, in seguito di fatto annullata, mortificando le legittime aspettative dei comuni calabresi che proprio nei provvedimenti della regione avevano trovato conforto e incentivo per incidere sul territorio con la realizzazione di nuove infrastrutture - spiega Brizzi, nel ripercorrere le fasi salienti della vicenda -. Ora, otto mesi dopo la costituzione del Fondo e dopo le nostre vibrate proteste, la Regione ci dà finalmente ragione e comunica che possiamo procedere con gli appalti. Si tratta di un risultato importante per consentire la ripresa dei lavori e ridare fiato alle casse dei piccoli comuni. Per quanto concerne il Piar della Provincia di Reggio Calabria, adesso la nuova Amministrazione provinciale dovrà procedere con urgenza ad adottare tutti i provvedimenti di competenza parchè abbiamo perso già troppo tempo e le nostre Comunità aspettano gli interventi di infrastrutturazione rurale sin dal 2008, anno in cui abbiamo presentato le domande».

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