“Il Popolo” – Presa Diretta Rai 3 – Un servizio da non perdere..

I servizi andati in onda il 25 settembre 2011 su Rai 3 nel programma Presa Diretta, descrivono per filo e per segno, come l'incapacità di un popolo di auto governarsi, si abbandona nella piena rassegnazione, che gli esiti ottenuti dalla politica degli ultimi 150 anni, siano un risultato discreto, comunque obbligato che di meglio non si poteva avere.

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In soli 10 anni la Germania ha azzerato completamente il divario economico, sociale, infrastrutturale e culturale che si presentava dopo l'unificazione Est-Ovest con la caduta del muro di Berlino.

L'Italia (in soli) 150 anni, invece è riuscita a creare un diavario Nord-Sud dalla crescita inarrestabile. Dall'unità ad oggi, le popolazioni di una concreta parte del paese sono costantemente costretti ad emigrare verso paesi con aspettative di vita migliori.

Mentre la Germania dell'Ovest si autotassava per finanziare lo sviluppo investendo nella Germania dell'Est, l'Italia sprecava risorse Europee per soddisfare l'ordinaria amministrazione e bloccava ogni investimento che lo stato doveva sostenere per fa partire l'economia del mezzogiorno. I fondi FAS, ad esempio, stanziati per ridurre il GAP, non sono mai stati accompagnati da decreti attuativi per consentirne la spesa per investimenti. Ma al contrario per esigenze di consenso politico, sono stati sfruttati per coprire buchi economici di vari comuni mal gestiti e per ridurre il danno alle tasche degli agricoltori del nord soggetti al pagamento delle multe sulle quote latte, in altre parole, i fondi Fas affinchè servano come ammortizzatori sociali per salvaguardare il consenso delle forze politiche purchè non soddisfino il loro vero scopo, sono soggetti a spesa garantita.

Questo tema e tanto altro è meglio trattato, nella puntata di Presa Diretta, che vi invitiamo a vedere subito.

In Campania si sono persi 300mila posti di lavoro in pochi anni, a Napoli e provincia il numero degli operai è calato del 48%.

In questa puntata di PRESADIRETTA le tribolazioni di un popolo senza lavoro come conseguenza di questo drastico processo di deindustrializzazione che ha colpito la terza città di Italia e tutta la sua provincia.

Padri e figli lavorano a nero nell’edilizia, nell’industria, nelle botteghe artigiane, nei bar e negli esercizi commerciali: dieci ore per 20,30, 40 euro; niente contributi previdenziali, assicurazione contro gli infortuni, busta paga, assegni familiari. Per centinaia di migliaia di persone il sommerso è l’unica forma di accesso al lavoro.

L’impoverimento è tangibile tanto che 700mila persone in Campania vivono grazie ai pacchi alimentari dell’Unione Europea. Molte famiglie rinunciano a mandare i figli a scuola perché non hanno i soldi per le tasse scolastiche e per i libri. In alcune zone 50 per cento degli studenti lasciano gli studi dopo la terza media, prima di aver compiuto il ciclo dell’obbligo.

Negli stessi quartieri dove vive il popolo è anche insediata la Camorra, ma persino la Camorra è in crisi, e non distribuisce più alla bassa manovalanza dell’organizzazione i proventi del traffico di droga. Migliaia di famiglie dei detenuti del crimine organizzato non ricevono più i sussidi che la Camorra garantiva alle famiglie dei propri affiliati finiti in carcere.

Sono passati vent’anni dalla chiusura del grande stabilimento siderurgico di Bagnoli: da allora nel Sud e a Napoli e non è stata fatta alcuna programmazione economica né gli investimenti necessari a costruire nuovi posti di lavoro, quelli veri, con busta paga e contributi.

Salvare Napoli significherebbe salvare l’Italia e se il Sud è in crisi trascina nello stesso destino, l’intero Paese. Lo hanno capito bene i tedeschi. PRESADIRETTA infatti è andata a vedere come la Germania è riuscita in venti anni a diminuire drasticamente il gap produttivo tra l’ex Germania dell’Est e quella dell’Ovest. La ricetta è una sola : investimenti, un fiume di soldi ben spesi che sono arrivati nella ex DDR. Se oggi la Germania è il paese europeo che ha resistito meglio alla crisi è proprio grazie a questa politica di sostegno del loro “SUD”.

IL POPOLO è un racconto di Riccardo Iacona, Gaetano Di Vaio, e Domenico Iannacone.



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