L’ho letto e ve lo racconto: Ricordi di un emigrato dei nostri tempi – di Marcello Fagioli.

Di Maria Lombardo

RECENSIONE LIBRO "Ricordi di un emigrato dei nostri tempi (Marcello Fagioli)": 
La storia narrata in questo libro sotto forma di racconti sono esclusivamente ricordi di vita del Dott .Marcelo Fagioli, nome argentino ma italiano di nascita Marcello Fagioli, il nome che portò fino al giorno della sua partenza nel 1963 verso La Pampa Argentina.

[GARD]

Quanto da me letto e auspicherei molti altri gentili lettori, nei ricordi precisi e concisi dell'autore che per la prima volta scrive una sorta di “diario“ avvincente il quale riporta il lettore a ripercorrere la vita di un emigrato. 

Ricordi di un emigrato dei nostri tempi edito da Letografia com, in circa 65 pagine dà una visione reale della vita fuori dal suolo patrio mentre in occasione della pubblicazione di tale opera, l'autore fece ritorno nelle Marche sua amata terra. Una carrellata di ricordi raccontate sotto forma di storie che dipingono a tinte forti la vita le angosce ed i sacrifici di una promessa “italiana” oggi si parlerebbe di fuga di cervelli verso la terra promessa, una terra dove il lavoro c'era come c'era la speranza.

Tuttavia dalle prime battute del volumetto strizzando l'occhio alla prefazione redatta da Maria Cristina Ruffini in Lasagna, si denota la solitudine che un emigrato in Sud America seppur quotato abbia dovuto patire. Racconti ricchi di pathos ricordi vividi mescolati tra loro in una carrellata di eventi di giovinezza, eventi che riportano a delle Marche che si preparavano alla guerra mondiale del'40 ai proclami fascisti ed anche al ripudio delle regole del ventennio.

Senza dubbio cuore pulsante del testo è una storia molto particolare legata ad una bottiglia di Champagne: ”siamo in piena guerra, scrive l'autore, mai si erano visti i nemici e quando la città venne bombardata si fuggì io portai con me una bottiglia di champagne difficile da trovare, e che avremmo dovuto stappare in un momento particolare", ricordi che corrono paralleli alla partenza all'arrivo in Argentina alle difficoltà linguistiche i numerosi fraintendimenti subiti.

Ma l'Argentina divenne teatro dei maggiori successi lavorativi dell'autore fu proprio lui che introdusse il metodo della “semina diretta” i posti più ambiti in istituti di ricerca, l'insegnamento che il dott. Fagioli eresse a suo vessillo. Sebbene tanto ci sarebbe da dire e da raccontare su questo libro che in tutte le pagine racconta il destino crudele dei figli del Sud, dei tanti Marcello Fagioli che per vicessitudini e vissuti vari hanno abbandonato la propria Patria per abbracciare una nuova patria.

La catena dei ricordi della sana memoria di un 'ottantenne lascia volare i ricordi. E questi ricordi lasciano sconcertati chi si appresta alla lettura del testo ,con dette parole auguro al gentile lettore una buona lettura premiando la mente lucida di questo autore.

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