L’HO LETTO E VE LO RACCONTO :I BORBONI GARIBALDI E LA SICILIA BABBA DICERIE DI SALVATORE COSENTINO.

DI MARIA LOMBARDO

Un libro davvero insolito questo che mi sono apprestata a leggere sulla scia della mera curiosità o se vogliamo dirla tutta per sete di conoscenza popolare e non più storica. Sebbene con il titolo di I Borboni Garibaldi e la Sicilia Babba dicerie ,Salvatore Cosentino presso l'editore Bonfirraro di Barrafranca ,pubblica questo libricino molto interessante in cui pagina per pagina in tutto 132 vengono raccontate dicerie tratte dalla sapienza popolare sul periodo dei Borbone in Sicilia. 

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Diversamente della retorica risorgimentale voluta dai francesi ,dagli Inglesi ,dai piemontesi e subita dai Savoia ,in questo libro si da voce esclusivamente agli ultimi ,ai fatti trovati nelle famiglie nelle dicerie delle botteghe e perchè no anche nelle farmacie di paese dove si riunivano i dotti del paese per discutere .In siffatto contesto è dalle parole dell'autore che viene fuori il perchè di questo volumetto particolare :”Un tentativo concreto,per capire ,si potrebbe fare raccogliendo quelle” dicerie popolari “toccate con mano ed ascoltate dalla viva voce dei vecchi testimoni,(...),che raccontano storie inedite sconcertanti che non hanno trovato credibilità nella versione ufficiale voluta dai vari dominatori “.La storia della Sicilia è l'unica a trovare crisi di identità soggette a continui cambiamenti lasciando il popolo con poche speranze su passato e futuro ,ecco che i discorsi di palmento cioè quelle delle botteghe ...e dall'ascolto tutto sbigottisce .Una inedita raccolta di tutti quei fatti accaduti e raccontati in seno alle famiglie Siciliane che a mio dire e dalla avvicendevole lettura ho potuto scorgere una dichiarata nostalgia ,ed una dichiarata avversità alle condizioni che dettò il nuovo Regime italiota. Tuttavia nella carrellata di “ dicerie”, la storia del garibaldino Don Gasparino è quella che mette in luce la vera situazione ,il quale per rendere i nomi più belli e moderni modificò l'anagrafe per mettersi al passo con l'alito di modernità che il nuovo sistema Italia avrebbe dovuto portare. In questo contesto di promesse non mantenute di popolazioni rassegnate ad aver commesso uno sbaglio ecco il perchè di Sicilia Babba” (non me ne vogliano i lettori e me tantomeno ne vogliano all'autore che come me li considera popolo virtuoso e saccente ), ma che come la gens Borbone non hanno amato l'uso delle armi pagando a caro prezzo riportando a galla quanto scritto in questo volumetto particolare. Sebbene l'autore lascia poco margine storico ai veri fatti puntando alla tradizione e via dicendo nel primo racconto per dovere e per causa dedica il primo capitolo a Franceschiello della vulgata , portandolo nella stampa e estera e pure sui libri di scuola , al fine ultimo, di dipingere un sovrano mite e buono come il suo popolo privo della grinta del dominatore sanguinario che fu di Garibaldi l'eroe dei due mondi e di Vittorio Emanuele II il Re Galantuomo chi vuol capire capisca .
SOLO COSì IL PROCESSO UNITARIO VENNE GIUSTIFICATO STORICAMENTE .
Buona Lettura .

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