Resoconto convegno Zonadem

 Grande soddisfazione è stata espressa dal vicepresidente della Provincia di Cosenza, Mimmo Bevacqua all’indomani del successo registrato per il convegno “Mezzogiorno, innovazione e responsabilità per rilanciare l’Italia”. Tanta partecipazione, interventi e contributi di giovani, donne e autorevoli esponenti nazionali del PD che hanno reso la giornata-incontro interessante dal punto di vista della qualità e delle proposte politiche.

Zonadem, per come è stato evidenziato da molti interventi, sta colmando e riempiendo i vuoti del PD. L’obiettivo di Zonadem è di far discutere il PD, per costruirne uno nuovo, con più autorevolezza e credibilità dopo le divisioni. Grazie a Zonadem è possibile discutere ed incontrarsi, fare buona politica, promuovere dibattiti ed azioni per provare a cambiare in meglio la Calabria.
Tanti i giovani che sono intervenuti, i quali hanno animato il dibattito su come creare condizioni di crescita e innovazione senza rottamare e come sia indispensabile stringere un patto generazionale tra giovani e meno giovani che si basi sulla legalità, l’onestà e la trasparenza nell’etica della gestione della cosa pubblica. I giovani possono e vogliono portare nel PD entusiasmo e innovazione, apportando intelligenze e competenze. Aspetti sui quali deve basarsi nella selezione della classe dirigente e non giovani allineati al politico “forte” di turno mettendosi in attesa per essere nominati. “Occorre - è stato detto - un rinnovamento della classe dirigente nel Mezzogiorno per uno sviluppo serio per porre il Mezzogiorno nell’agenda politica nazionale. In Calabria il PD deve agire ed avere la forza di affermare la moralità delle regole”.
Interessanti i contributi degli onorevoli Debora Serracchiani, Tiziano Treu, Franco Laratta, Ettore Rosato, dal presidente della Provincia di Cosenza, Mario Oliverio e di quella di Vibo, Francesco De Nisi e dai dirigenti del PD Lioni, Peta, Bartone e Naccari. Presenti dirigenti sindacali di Cgil e Cisl, consiglieri provinciali, gli assessori della Provincia di Cosenza, Maria Francesca Corigliano e Pietro Lecce, sindaci e amministratori locali della provincia cosentina.
Nel suo intervento l’europarlamentare Serracchiani ha apprezzato gli interventi dei giovani amministratori e dirigenti del PD calabrese e del ritorno nel dibattito della politica. La Serracchiani ha evidenziato come nel passato ogni qual volta il Nord si è allontanato dal Sud del Paese si sia contestualmente allontanato dall’Europa. Già i primi segnali di un’attenzione verso il Mezzogiorno nella manovra vi sono, come i 3,1 miliardi di euro liberati dai fondi europei, di cui 1,6 miliardi sui trasporti ferroviari per l’elettrificazione della Taranto-Sibari.
Il senatore Treu ha ribadito che dopo la manovra finanziaria il PD è impegnato nella seconda fase per determinare lo sviluppo, la creazione di lavoro e la ricostruzione e manutenzione del Paese: investimenti nella cultura, nella ricerca e nelle infrastrutture. “Il Paese deve ritornare a investire - ha detto Treu - per creare lavoro e la politica deve affiancare a queste azioni un sistema di welfare che sostenga il lavoro e chi è fuori dal mondo del lavoro. La crescita del Paese passa attraverso la green economy”.
Forte il richiamo all’assunzione della classe dirigente calabrese a ridarsi rappresentanza e autorevolezza, dopo un anno in cui la Calabria è senza un PD. “Occorre ridare senso allo sforzo politico - ha detto Demetrio Naccari - e favorire momenti di confronto, come quello proposto da Zonadem che non è facile vedere nel nostro territorio e che sta supplendo ad un partito che non c’è”.
Laratta da parte sua ha ribadito come “manchi la voglia di ritrovarsi e di fare squadra, in cui tutti vogliono essere le “prime donne”, mentre oggi è il tempo di porre fine a tutto ci che è stato e fare sintesi”.
Mimmo Bevacqua nel suo intervento ha rivendicato il merito di aver fortemente voluto questa giornata, che ha visto la presenza di autorevoli dirigenti del PD nazionale che hanno arricchito il dibattito, stimolato la riflessione. Una iniziativa non scontata e non facile nell’organizzazione, che è andata al di là di ogni aspettativa per le presenze - che non era facile avere per un’intera giornata di dibattito -, che ha registrato oltre 250 partecipanti ed interventi qualificanti, pregni di passione civica e di un patrimonio di risorse che il PD deve saper mettere a frutto per rivendicare da Roma l’autonomia calabrese nelle scelte e la forza di imprimere al dibattito nazionale la centralità del Mezzogiorno.
“I calabresi - ha detto Mimmoo Bevacqua - sono stanchi di essere considerati dal Partito nazionale truppe di riserve chiamati solo a votare, la classe dirigente calabrese deve richiedere un mandato breve per il commissario con il solo obiettivo di celebrare i congressi sulla base delle regole stabilite dal senatore Musi. Dobbiamo mettere in campo azioni e politiche che costruiscano una classe dirigente per far sì che il Mezzogiorno venga maggiormente rappresentato e sono convinto - ha concluso Bevacqua - che una società ed una comunità politica, crescono se non si ha paura di chi ti sta vicino; occorre aprire il partito allargando ed ampliando gli spazi e le opportunità e non chiudendoli: il limite della classe dirigente meridionale sino a oggi è stato quello di chiudere. Dalla Calabria e dal Mezzogiorno, deve nascere un centralismo che si fondi sulle competenze, sulla responsabilità e sull’impegno politico e sociale”.
Concludendo la giornata Ettore Rosato ha rimarcato la passione che ha animato gli interventi, la voglia di riscatto e di voler togliere la brutta etichetta che della Calabria si vede. “La Calabria ed il Paese possono - per Rosato - giocare un ruolo importante per la crescita del Paese se questo sa guardare a ciò che avviene nell’area del Mediterraneo e nel continente africano. Dobbiamo avere la consapevolezza nel cogliere le opportunità che da quei paesi provengono e far crescere i frutti del nostro territorio. L’Africa è un continente in crescita che non conosciamo”.

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