Onn. Nicodemo Oliverio e Franco Laratta (Pd) sui veleni di Crotone chiamano in causa il Ministro dell’Ambiente

Al ministro dell Ambiente
Interrogazione scritta
Da onn Nicodemo Oliverio, Franco Laratta
per sapere premesso che

[GARD]

  • A seguito dell’inchiesta “Black montains” avviata dalla Procura della Repubblica di Crotone il 25 settembre 2008 (su questo tema la Procura ha svolto un immediato ed egregio lavoro)  con l’ipotesi di disastro ambientale, è stato disposto il sequestro di 23 di siti presso cui sarebbero state riversate scorie nocive per la salute pubblica (scuole, aree residenziali, uffici pubblici, aree sportive e ludiche) provenienti dal vecchio stabilimento metallurgico Pertusola Sud (Eni);  
  • a seguito della diffusione della notizia è stata registrata molta apprensione tra gli abitanti di Crotone, in particolare tra quanti risiedono e frequentano le aree inquinate sottoposte a sequestro;
  • agli inizi del 2009 la magistratura ha incaricato il prof. Sebastiano Andò, preside della facoltà di Farmacia dell'Università della Calabria, di eseguire degli esami su un campione di studenti al fine di accertare la presenza di sostanze tossiche nell’organismo dei ragazzi;
  • nell’estate dello stesso anno, la Procura della Repubblica ha notificato i risultati della relazione svolta dal prof. Andò, il quale eseguì gli esami su un campione di 290 alunni di una scuola elementare, di una scuola dell'infanzia e su quelli di un istituto superiore di Crotone;
  • secondo la relazione, negli organismi degli studenti “è stata rilevata la presenza di metalli pesanti come  cadmio, arsenico e nichel”;
  • il prof. Andò scrisse nella perizia: “Non siamo in presenza di un'emergenza tossicologica, ma bisogna guardare con attenzione alla somma degli effetti derivanti da una esposizione cronica”.
  • il sindaco di Crotone, a seguito dei risultati della relazione del perito, dispose, a suo tempo, la chiusura a tempo indeterminato della scuola elementare San Francesco e dell'istituto tecnico commerciale Lucifero;
  • la Procura della Repubblica accertò la presenza di scorie definite “conglomerato idraulico catalizzato” (Cic): una miscela composta da residui della cottura nei forni "Cubilot" della Pertusola sud e dalla “Loppa d’alto forno” prodotta dall’Ilva di Taranto;
  • le scorie anziché essere trattate e smaltite in discariche speciali, giacché ritenute sostanze pericolose,  furono reimpiegate come materiale inerte da utilizzare per il riempimento di rilevati e pavimentazione di opere edili private e  pubbliche, tra cui, si è appreso, i piazzali della scuola elementare “San Francesco” in via Cutro, dell’Istituto tecnico commerciale di via Acquabona, della scuola elementare ubicata nel rione Pozzoseccagno a Cutro, l'area dei parcheggi di un noto centro commerciale, una casa per anziani, alloggi popolari e villette private, strade e perfino spazi della Questura e della banchina di riva del porto di Crotone.
  • il Tribunale di Crotone, per accertare la pericolosità del “conglomerato idraulico catalizzato” (Cic), rinvenuto presso i siti sottoposti a sequestro, dispose una perizia tecnica, affidata all’ingegner Daniele Martelloni;
  • tra giugno e luglio scorso, sono stati effettuati dei carotaggi per analizzare i campioni di scorie provenienti dall'ex Pertusola;
  • a fine gennaio 2012, l’ingegner Martelloni ha depositato la perizia da cui emerge che il “conglomerato idraulico catalizzato” (Cic),  non risulta essere “né tossico” “né nocivo”, sebbene nella relazione, secondo organi di stampa, si parli di «campioni limitati e non rappresentativi della generalità degli stessi. Tutti i campioni di Cic o, comunque, a questo riconducibili, sono risultati ‘non pericolosi’. In particolare, nessun campione è risultato possedere le caratteristiche di pericolo H5 ‘nocivo’ e H6 ‘tossico’, così come definite dalla vigente normativa».
  • Sarebbero stati invece rilevati, si apprende dalla stampa, livelli fuori norma di ‘ecotossicità’ attraverso la presenza di eccessive quantità di zinco. Si tratterebbe di una nuova categoria (H14) di pericolo. I risultati dei test di ecotossicità - scrive Martelloni - hanno evidenziato  che la pericolosità (H14) nei campioni esaminati non è univocamente da porsi in relazione alla presenza di metalli, quali lo zinco, ma ad altri fattori”.
 

Alla luce di quanto premesso

si intede sapere

  • se vi siano o meno delle incongruenze tra gli esami eseguiti sul campione di studenti dal prof. Andò, che rilevò la presenza di metalli pesanti nell’organismo dei ragazzi, con la relazione svolta dall’ing. Martelloni da cui emerge la non pericolosità del “conglomerato idraulico catalizzato” (Cic) presente su parte dei siti sequestrati;
  • se intende esaminare l’intera relazione svolta dal perito Martelloni, con particolare riferimento alla pericolosità della citata categoria H14, nonché chiarire i dubbi che emergono dalla presenza di «altri fattori» sottolineati nella perizia e che si evidenziano in tutta la vicenda Pertusola da oltre 10 anni;
  • se ritiene opportuno estendere i test di tossicità ad altre aree, posto che il perito del Tribunale, ingegner Martelloni, parla di «campioni limitati e non rappresentativi della generalità degli stessi»;
  • se non ritiene opportuno ulteriori approfonditi esami sugli studenti esaminati, atteso che il perito della procura disse che “bisogna guardare con attenzione alla somma degli effetti derivanti da una esposizione cronica”;
  • quali iniziative intende assumere al fine di rassicurare i cittadini di Crotone e quanti abbiano frequentato le aree ad alto inquinamento ambientale procurato dalla Pertusola sud;
  • se sia a conoscenza dello stato di bonifica dell’area inquinata.

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