Racconto: Cambiar Vita – Capitolo 17

di Raffaele Fameli
 Capitolo 17

Nel mondo degli esseri umani, Ciop seduto sul letto di Henry, pensava sul modo di ritornare nel mondo dei cartoni animati, ma non riuscendo a trovare una risposta, si sdraiò e si appisolò. Quando si svegliò era molto triste perché aveva sognato di ritornare dal suo fratellino. Si affacciò dalla finestra della camera e si mise a guardare fuori e a sospirare. Pensava che forse il suo fratellino si era fatto molto male nella lite tra lui e quei scoiattoli teppisti. 

[GARD]

Pianse… e nel pianto diceva: “Cosa mai ha fatto di male Cip per meritarsi una cosa del genere?? Sono stato io la causa di quello che è successo!! Cosa farò senza di lui?? Chi mi proteggerà?? Io non posso stare un giorno di più in questo pazzesco mondo, dove neanche riesco a farmi capire dagli altri scoiattolini!! Sono stato la causa di tanti dolori!! Il mio fratellino aveva ragionissimo ad arrabbiarsi quando io non facevo quello che mi diceva!! Lui è il mio fratellino maggiore, e sa cose che io non posso sapere!!! Nella mia vita ho sempre disubbidito ai suoi ordini, ma ora non voglio nient’altro che eseguirli ancora!!! Non avrei dovuto uscire l’altra sera a guardare quella stella e ad esprimere questo desiderio!!! Ma ormai è tardi, devo rassegnarmi al mio destino!!! Dovevo pensarci prima!! Non solo ho fatto del male a Cip, ma anche a Alen e al suo fratellino Henry che mi voleva così bene!! Chissà, se ora mi vorrà ancora bene come un tempo avendo combinato questo guaio!!” Dicendo così, pianse di un pianto così acuto, che Alen che era al piano terra, salì subito le scale, e capendo il motivo del pianto, abbracciò Ciop che quando lo vide gli disse: “Alen!! Scusami!! Ti ho causato tanto, tanto male!!! Io che nella mia vita non ho mai fatto male a nessuno!! Ora voglio solamente ritornare a casa!!! Aiutami ti prego e perdonami!!!” E abbracciando forte Alen si mise a piangere di nuovo talmente forte, che quasi non fece piangere anche Alen. Ma quello riprendendosi rispose: “Tu… tu non hai fatto niente! Non è stato per colpa tua. Tu per Henry sei e sarai sempre il suo più caro amico, e Henry starà facendo di tutto per ritornare qui! Intanto, come già ti ho detto, noi due saremo come fratelli! Vedi Ciop… è stata tutta colpa mia! Se io l’avessi mandato dal suo compagno tutto questo non sarebbe mai accaduto! Io il fratello maggiore per eccellenza, io gli ho sempre proibito di fare le cose che gli piacevano di più, causandogli tanta tristezza, come se non bastasse quella della separazione dei nostri genitori! Intanto mia madre ritornerà presto dal viaggio di lavoro, e cosa gli potrei dire? Forse la verità? Ma va bene! Basta pensare a cose tristi! Ora usciamo ed andiamo dal giornalaio per vedere se il giornale è uscito. Asciuga quelle lacrime e vieni con me!” Detto questo Ciop con un sorriso si asciugò le lacrime e uscì con Alen. (Stranamente il giornale era uscito con molto anticipo.)

Appena giunti dal giornalaio, Alen chiese se il giornale ‘ Cip & Ciop ‘ fosse già in vendita pur sapendo che era un mensile, e il giornalaio si stupì nel vedere che ancora una volta fosse Alen a comprarlo e disse: “Alen, ma tuo fratello che fine ha fatto? Non è ancora tornato dalla gita?” Alen colto da quelle parole all’improvviso, rispose che Henry non era ancora tornato, perché la gita era stata prolungata. Il giornalaio prese l’albo e glielo consegnò dicendo: “Henry si sta perdendo dei numeri unici nel loro genere. Non capita spesso che nei fumetti manca uno dei protagonisti! Adesso, questo giornale esce in modo al quanto bizzarro, non si sa quando uscirà il prossimo! Addirittura in questo numero c’è, pensa un poco una lite tra scoiattoli! Io non ho mai visto niente di simile! Non sapevo che sapessero fare a pugni, AHAHAHA!” Rise il giornalaio. Ciop sentendo ridere l’uomo, non ne poté più, e si lanciò sul malcapitato dicendo: “Ridi?? Cosa ti ridi?? C’è forse da ridere in una lite?? Rideresti tu, se tuo fratello si fosse trovato in quella situazione e si sarebbe pure ferito??” Disse Ciop, prendendo il giornalaio dal colletto della camicia. “Ma che vuoi?” Disse il giornalaio spaventato: “Sembra che si tratti di tuo fratello! E’ solo un fumetto Dio Santo! Non c’è niente di reale in tutto ciò!” “AH SI??” Gridò Ciop: “ADESSO TI FACCIO VEDERE IO!!” E dicendo così, diede un pugno in pancia al povero giornalaio che rimase stordito. Alen vedendo tutto, andò a dividere Ciop dal giornalaio e disse: “ORA BASTA CIOP!” Il giornalaio sentendo questo nome si rialzò, e dolorante disse: “Ciop? Cosa hai detto?” E Alen disse subito: “Niente… scusatelo! Non sa quello che fa! AHAHAHA!” Il giornalaio si ricompose, e disse: “Senti Alen. Io non so chi è questo ragazzo, ma giuro che se mi tocca ancora chiamo la polizia! Chiaro?” Alen si scusò per la seconda volta, pagò il giornale e disse: “Scusateci.” E uscirono dalla cartolibreria. “Ma cosa ti è saltato in testa! Per poco non chiamava la polizia, cosa ti è successo?” Disse Alen a Ciop che era ancora rosso dalla rabbia. “Niente!! Solo che il sentir dire da quel signore che quella era tutta finzione, mi ha fatto arrabbiare!! Scusami Alen, ma non sono riuscito a trattenermi da mettergli le mani addosso!!”

Quando giunsero a casa, trovarono Terry sul portone, che vedendoli disse: “Ma dove eravate? E’ un’ora che suono!” Alen spiegò tutto quello che era successo. Entrati in casa Terry, tolse dalla borsa dei giornali e li diede a Ciop dicendo: “Ciop, questi sono i giornali che io leggevo quando ero piccola! Ho pensato che il guardarli ti rendesse felice!” Ciop prese quei giornali e lesse la copertina. Erano i giornali di Cindy, e Ciop arrossì leggendoli. “Grazie Terry!! Non so come ringraziarti!!” “Niente, solo dovere.” Disse la ragazza. “Adesso sediamoci sul divano, e leggiamo il giornale che abbiamo appena comprato!” Disse Alen, e così si sedettero. Sulla copertina c’era la scena del combattimento tra Cip e gli scoiattoli. Ciop li riconobbe subito. Nelle strisce, dal disegnatore, il nostro amico non li aveva riconosciuti. “AH!! SONO STATI LORO DUE!! ME LO IMMAGINAVO!!!” “Chi loro?” Dissero stupiti in coro Alen e Terry. Ciop spiegò, che quei due tipacci erano degli scoiattoli molto cattivi, che prendevano sempre in giro sia lui che Cip. Voltarono pagina, e si resero conto che la situazione era più grave di quanto aveva detto il disegnatore. Appena giunti alla pagina in cui uno dei due tipacci, tirò il calcio al povero Cip, Ciop si mise a piangere e ci volle tutta la pazienza di Alen per farlo calmare. (Ciop aveva ben ragione di piangere. Tutti i disegni sembravano così realistici da essere paragonati addirittura al più sanguinoso tra i manga giapponesi.) Ciop credeva che quella fosse la fine di Cip, perché si vedeva che era caduto, e non si rialzava. Ma poi Alen girò la pagina, e vedendo l’altra scena, si stupì di come Henry era riuscito a malmenare Jerry. “Questo non è mio fratello!” Disse al colmo dello stupore Alen. “Henry non avrebbe mai osato picchiare qualcuno!” Ciop vedendo che Alen era incredulo, gli disse che l’amicizia che legava Henry a Cip, era tanto forte che fece dimenticare al ragazzo anche la paura.
Arrivarono all’ultima pagina, e videro che Cip ed Henry ritornarono a casa, e quindi Ciop si lasciò sfuggire un sospiro di sollievo e disse: “Il mio fratellino se la cava sempre!! Vorrei ringraziare Henry per quello che ha fatto!! Alen!! Ti prego… andiamo dal disegnatore!!” Alen allora si alzò, prese le chiavi dell’automobile e disse: “Va bene! Andiamo!” E così, tutta la comitiva, partì per andare da William.

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