IL GRANDE BORBONE : FERDINANDO II.

DI MARIA LOMBARDO

“(...)al 22 di Maggio (...)1859 consolato dai santi conforti della religione (…) il Re Ferdinando già moriva lasciando i suoi popoli nel pianto” così si dava inizio al suo testamento riportato da Giacinto De' Sivo nella sua opera Storia delle Due Sicilie. E' Carlo Maria di Borbone nato nel 1810 a Palermo e deceduto a Caserta il 22 maggio 1859, succedette al padre Francesco I delle Due Sicilie ed asceso al trono nel 1830 a soli 20 anni.

 Nelle vene di Ferdinando scorreva il sangue più importante delle dinastie europee. Tuttavia non fu affatto il Ferdinando debole che si descrisse nei libri di storia, riuscì infatti a sconfiggere i criminali nel paese portando la calma. Il nuovo Re si occupò in prima istanza del risanamento dell'amato e prospero Regno, prosperità e successo furono le prerogative e le parole chiave del Governo di Ferdinando, soprattutto nei primi 17 anni di regno attuò una serie di austerity per risanare il bilancio. Tuttavia si diede inizio sotto il suo governo alla nascita della prima tratta ferroviaria Napoli -Portici in soli 10 km, serviva a convogliare i wagon che venivano indirizzati al mercato inglese. Si svilupparono maggiormente sotto il suo augusto ed illuminato governo gli opifici statali di Pietrarsa e Mongiana facendo divenire il Regno delle Due Sicilie il paese più sviluppato sia sul suolo italico, allora ancora uno spezzatino di stati e persino europeo, questo infatti fu luogo d'accoglienza. I suoi trenta anni di governo bastarono pienamente allo sviluppo dell'amato Reame. Tuttavia, nel 1836 sposa in prime nozze Maria Cristina la quale gli diede un figlio,Francesco I, ma morì dopo 15 giorni dalla nascita dell'erede, ed inoltre in seconde nozze Maria Teresa Isabella d'Austria che concesse al Re ben 13 figli.Sebbene fu interessato a far crescere il suo Reame secondo idee illuminate, nel 1848 scoppiarono nel paese tumulti che lo istigarono colpo ferire a concedere una Costituzione liberale, che partì in ritardo in Sicilia a causa di procedure errate del nuovo governo, ma i libri di storia hanno raccontato altro si è detto che il Re Bomba per meritarsi questo appellativo distrusse Messina, in realtà fece lanciare solo alcune cannonate periferiche. Effettivamente fu accusato di terribili eccidi contro il suo popolo ma mai compiuti. Il 15 maggio effettivamente, venne issata bandiera rossa e concessa la costituzione e sciolto il parlamento. La Sicilia a conti fatti chiese al Borbone lo statuto speciale cosa che ottenne e concedendo la Costituzione ribadì di averlo fatto per non colpire fortemente il popolo, dopo il rimpasto di un nuovo organo di Governo più attento ai problemi di Stato nominando primo ministro, Salvati, che ottenne un invio di truppe in aiuto ai Piemontesi al Po, al fine di rinsaldare i rapporti tra gli Stati italici in fermenti rivoluzionari. Gli stessi avvenimenti di quell'anno indussero nel paese alcuni cambiamenti, le scuole vennero chiuse e l'istruzione affidata alla chiesa, chi vuol capire capisca , intanto il Sovrano si occupò di dare un tocco protezionistico all'industria del ferro calabrese portando i dazi al 25%. Gli avvenimenti politici interni alla Stato che lo colpirono durante il 1848, si sedarono l'anno successivo e nel '49 la Sicilia che prima ribolliva di fermenti rivoluzionari si arrese alla ragion di Stato : “ponendo fine alla secessione” annota De'Sivo, volendo scrollarsi dall' influenza inglese che voleva il dominio sull'isola a tutti i costi iniziando una carrellata di atti sconsiderevoli ai danni del Borbone, in effetti proprio in quegli anni circolavano lettere sulla condizione delle carceri Napolitane :” cariche dell'inthelligentia del Regno”, ennesima nefandezza che gli inglesi fecero circolare per permettere alle corti europee di screditare Napoli ed i Borbone, in via eccezionale fu proprio sotto Ferdinando che Napoli città metropolita e disinibita divenne meta dei rampolli più ambiti d'Europa e degli studiosi più in voga del periodo. Schiere di scrittori, viaggiatori, poeti e musicisti completarono i propri studi proprio nella Capitale Duosiciliana. Sebbene sotto il suo governo riuscì a sedare innumerevoli rivoluzioni e ad aumentare le industrie siderurgiche e metallurgiche del Reame, riuscì con poca spesa ad incanalare il lago Fucino per convogliare le acque.La situazione sembrò migliorare anni di pace e tranquillità che spesso coincidevano con periodi di ascesa economica Mongiana ne fu emblema tanto è vero che spesso Ferdinando si recava nei possedimenti Calabresi per ritemprarsi facendo nascere la Ferdinandea “il casino del Re”. Nel 1856 dopo aver ascoltato la messa con la famiglia intento a salutare il popolo viene ferito da un soldato calabrese, fu proprio quella ferita non curata bene che lo fece morire di setticemia dopo una lunga e lenta agonia.

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