BADOLATO – PROPOSTA PER UN OSSERVATORIO ASTRONOMICO

 Potrebbe essere realizzato in piena montagna in un edificio comunale inutilizzato
Sarebbe l’unico della provincia di Catanzaro e unico in Calabria lontano da sorgenti luminose

In Calabria ci sono quattro Planetarium (ovvero piccoli osservatori astronomici generalmente a destinazione didattica), nessuno in provincia di Catanzaro e nessuno lontano da sorgenti luminose cittadine, come dovrebbe essere tassativamente. Infatti, stando al web, uno è proprio dentro la città di Cosenza, al Museo della scienza; un secondo è sulle alture di Reggio Calabria ma influenzato dal bagliore delle città dello Stretto; un terzo è situato dentro l’Istituto tecnico nautico statale di Pizzo e il quarto nel medesimo tipo di scuola in Crotone. 

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L’Università delle Generazioni propone, perciò, di realizzare un Osservatorio Astronomico sulle montagne di Badolato (nel versante ionico della provincia di Catanzaro) e precisamente in località Butulli, a quota 1100 metri, in mezzo al bosco, lontano da interferenze luminose, utilizzando un edificio comunale non più utilizzato (l’ex casermetta delle guardie forestali). In tale località, sono pressoché ottimali le condizioni per un osservatorio astronomico amatoriale di media grandezza.

A cosa servirebbe un Osservatorio Astronomico? Una tale struttura ha una utilità molteplice, dipende dalla potenza che si vuole dare al telescopio per vedere e scandagliare gli astri: ciò dipende, ovviamente, pure dal tipo di spesa che si può o si vuole affrontare (un buon osservatorio ha un costo niente affatto proibitivo per un comune come Badolato, se c’è volontà e passione di realizzare uno strumento di particolare prestigio). Sarebbe sufficiente, ad esempio, una cupola dal diametro di quattro metri, con telescopio di quaranta centimetri di diametro.

Comunque sia, un Osservatorio serve per la scolaresche, per gli appassionati, per attrarre turismo, esattamente per quanto accade per le migliaia di simili grandi occhi puntati sull’universo sparsi in Italia e nel mondo. Serve innanzitutto come valore morale e religioso, oltre che culturale e scientifico: farci capire e “toccare con … occhio” quanto è infinito il firmamento e quanto siamo minuscoli e quasi insignificanti noi esseri umani, quasi sempre stracolmi di arroganze e di altri difetti troppo lontani (anni luce, spesso) dalla necessaria umiltà esistenziale.

L’Università delle Generazioni ricorda che parecchi osservatori astronomici sono stati ricavati da edifici dismessi (ad esempio, case cantoniere come per l’osservatorio astronomico della Provincia di Isernia a quota 1300 metri nel territorio di San Pietro Avellana) ed hanno un successo enorme di visitatori, fino a centinaia di migliaia ogni anno (quelli più pubblicizzati ed organizzati). Ciò potrebbe significare posti di lavoro, grande indotto e un prestigioso ritorno di immagine per il luogo che ospita una simile struttura, oggi sempre più di moda anche per una esigenza che prende sempre di più i giovani e innumerevoli appassionati.

Scritto da Domenico Lanciano

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