Pizzo Folk Festival

 28 AGOSTO 2012 ORE 22:00 - PIZZO MARINA

Il “Pizzo Folk Festival” prevede la realizzazione di una rassegna di canti e balli tipici della tradizione del SUD Italia.
La manifestazione nasce dalla collaborazione di alcuni giovani pizzitani uniti dalla voglia di perseguire un duplice obiettivo. Da un lato quello di riscoprire e diffondere le antiche tradizioni popolari e la storia dell’Italia Meridionale. Dall’altro quello di promuovere i principi della legalità e della lotta contro le mafie.

Per questo motivo oltre all’Associazione culturale “RADICI”, che ha ideato il festival, parteciperanno attivamente alla manifestazione le seguenti associazioni: “BRIGANTI”, “INSORGENZA CIVILE".
Il festival è stato preceduto da un convegno culturale il cui tema è stato "questione meridionale e legalità", hanno partecipato Pino Aprile(autore terroni), Giancarlo Costabile(università della Calabria), Fabio Regolo(magistrato tribunale Vibo Valentia)

Le band che parteciperanno al festival sono:
1- PARAFONE' Il collettivo musicale Parafoné [Formatisi nel 2002] rappresenta al meglio una tradizione consolidata che, memore del proprio passato, è capace di rinnovarsi allargando intenti e prospettive.

Nel 2011 è uscito il primo lavoro discografico “Il ritorno dei Suoni”, edito da Elca Sound, in vendita in tutta Italia tramite catalogo Feltrinelli e su iTunes Store. “Disperanza” è il titolo del secondo, atteso capitolo, le cui tematiche sono così riassunte dal loro leader e portavoce Bruno Tassone: «C’è una sottile linea che unisce disperazione e speranza, paradosso del presente confuso che viviamo. Una contrapposizione di riflessioni “sonanti”, che abbiamo cercato di riassumere in questo nostro secondo disco, scaturito dalle idee apportate da ognuno di noi. Antipodi musicali e letterari legati alla Calabria, la terra da cui sgorgano con orgoglio le nostre radici, luogo concreto e paradiso della mente, che unisce e separa, attira e respinge».

2- TERRASONORA, gruppo di folk contemporaneo, la loro musica si ispira a quella tradizionale della Campania rielaborandone i contenuti in una chiave di lettura più attuale. Nei loro brani raccontano storie legate al loro vissuto, alle loro origini, al loro contesto sociale, usando la lingua napoletana, dall’inequivocabile e immediato potere comunicativo. Anche dal punto di vista musicale vi è un costante riferimento ai ritmi (della tammurriata, della tarantella) e agli strumenti (tammorra, tamburello, ciaramella) della tradizione, opportunamente commisti a ritmi e strumenti (cajon, darabouka, nay) che provengono invece da altre culture o che rimandano ad altri stili (basso elettrico, tastiere). È appunto questa fusione la caratteristica del gruppo. Il loro intento dunque è quello di inserirsi - senza uscirne - nel solco della tradizione mutuandone il linguaggio, rinnovandolo, e ampliandone il potenziale espressivo.
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