Elettori palliati
All’appressarsi delle votazioni
i cittadini acquistano importanza:
è l’ora di promesse, di finzioni,
di voci grosse, di grande speranza.
Trascorso il tempo di dolci illusioni
tutto ritornerà peggio di prima,
non ci saranno valide ragioni
a trattener la passeggera stima.
I deputati già sono venuti
a superar i maledetti scogli,
ora che al Parlamento stan seduti
pensano solo ai loro portafogli.
Leggi, decreti, piani, circolari
riveleranno ormai l’audace scopo:
illudere abilmente i più somari
e chi non crede al mal che viene dopo.
Fra tasse, esami, carta e francobolli
il giovan il denaro ha consumato
e dopo le preghiere e i protocolli
gli tocca rimaner disoccupato.
I tanti candidati che rimasti
saran senza lo scanno al Parlamento,
trascorrere dovran giorni nefasti
e non paleseran risentimento.
Aver bisogno il voto è cosa dura,
la massa non ha testa, non ragiona,
ai nostri tempi non ha più paura
e chi si mette in mostra pur canzona.
Non c’è giustizia e non c’è comprensione
in questo mondo perfido e mendace:
non è soltanto la buon’intenzione
che ci può dare l’auspicata pace!
Domenico Caruso
S. Martino di Taurianova (Reggio Cal.)


